Capezzoli introflessi - Vincenzo Del Gaudio

CHIRURGIA ESTETICA

Capezzoli introflessi

La correzione dei capezzoli introflessi (quindi rivolti verso l’interno) è una procedura chirurgica finalizzata sia al miglioramento estetico che funzionale del seno, in quanto la retrazione dei dotti galattoferi può impedire l’allattamento e causare particolari disagi psicologici.
A questo intervento possono essere associati altre procedure chirurgiche del seno come la mastoplastica additiva (aumento del volume del seno) o la mastopessi (risollevamento ed eventuale aumento del seno).

Il candidato ideale

Questa procedura chirurgica si rivolge a donne che, anche in età adolescenziale e per ragioni costituzionali o post traumatiche, presentano dotti galattofori troppo corti o retratti e vorrebbero risolvere questa problematica per ragioni di imbarazzo o per non rinunciare del tutto alla possibilità di poter allattare in una futura maternità. L’intervento riporterà i capezzoli in posizione normale e definitiva.

  • A chi si rivolge: donne a partire dai 18 anni
  • Durata intervento: dai 30 ai 60 minuti
  • Anestesia richiesta: locale con sedazione
  • Effetti: permanenti (salvo raro rischio di recidiva)
  • Tempi di recupero: 15 giorni
  • Pienezza del risultato: immediata
  • Costo: da 2.000 a 4.000 euro (secondo ampiezza e difficoltà dell’intervento)
  • Dove: Firenze, Roma, Trento, Torino, Palermo, Verona, Reggio Emilia, Parma.

Il pre operatorio, la procedura chirurgica e il post operatorio

In sede di visita, il chirurgo effettuerà un esame obiettivo per valutare la fattibilità dell’intervento e prescriverà determinati esami fondamentali per accertarsi della buona salute della paziente: ordinariamente esami ematici, elettrocardiogramma ed eventuale ecografia.
La paziente, inoltre, dovrà rispettare le tradizionali indicazioni pre-operatorie assegnate dallo specialista, come l’astenersi dall’assunzione di nicotina e aspirina.
La procedura, dalla durata di circa 30-60 minuti, si effettua in day surgery: non è previsto, dunque, un ricovero preparatorio o successivo all’operazione.
Esistono più tecniche per la correzione di questa problematica e alcune di esse possono offrire solo una soluzione temporanea a causa della recidività di questo inestetismo. Per un risultato più duraturo, è spesso necessaria una resezione dei dotti retratti con conseguente riduzione della capacità di allattare, ma esistono soluzioni meno invasive che possono garantire la risoluzione del problema senza compromettere l’aspetto funzionale.
La tecnica più consigliata e utilizzata è, per l’appunto, quella di Skoog, che prevede l’estroflessione del capezzolo senza ledere la continuità dei dotti galattofori mammari.
In anestesia locale con sedazione, il chirurgo apporterà quattro micro incisioni intorno ai capezzoli e all’interno delle areole al fine di slegare le aderenze che impediscono al capezzolo di emergere. La procedura non implica limitazioni e non lascia cicatrici visibili. I punti sono di natura riassorbibile
Grazie alla semplicità dell’operazione, la paziente potrà tornare alle attività quotidiane sin da subito, tranne che per l’attività sportiva e sforzi particolari che dovranno attendere circa 2 settimane per favorire una guarigione ottimale.

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Possibili rischi e complicanze

Il rischio maggiore per chi si sottopone a questo intervento è la possibile lesione dei dotti galattofori, compromettendo così le probabilità di un futuro allattamento; tuttavia, la preparazione del chirurgo scongiurerà questa complicanza. Possibili infezioni sono prevenute da una terapia antibiotica.

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